Poi arriva il vento che scioglie le nevi sui tetti e per strada, la città diventa un'immensa perdita idraulica e tutto il disgelo finisce in una palude opaca che si oppone tremolante ai riflessi torbidi delle poche stelle in cielo. Capisci che è il fango il tuo ambiente naturale, la melma densa e scura che ricopre il catrame scomposto delle strade come una lava organica, affollata di forme di vita microscopiche e irrequiete che si servono dei cani per coprire distanze impossibili. Immagini questi movimenti epilettici come una colonizzazione in atto, una inesorabile conquista di posizioni dentro l'utero del tessuto urbano fradicio e informe. Sono tracciati sinaptici, dopotutto, concentrazioni di energia dinamica. Sei dentro un pezzo di materia grigia del cervello universale.
E vedi la faccia pallida della luna piena che sbatte sul pelo dell'acquitrino. Anche qui, chissà se è sempre la stessa. I pensieri che hai avuto finora - annientali.
mercoledì 20 febbraio 2008
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